"Il noir è questo: apri un cassetto e trovi, in mezzo alla posateria d'argento pulita e ordinata, un coltellaccio insanguinato. Il problema è che ce l'hai messo TU."
chi sono
Nome: Giuseppe Di Bernardo Principalmente un disegnatore di "Diabolik", ma anche lo sceneggiatore de "L'Insonne" e di "Cornelio, delitti d'autore" edito dalla Star Comics.
L'altro giorno ero sul treno e la mia attenzione di pettegola paesana, è stata attratta dalla discussione di due ragazzini (per la precisione, un ragazzo e una ragazza). Avevano circa vent'anni e parlavano di fumetto.
Così, per sentire meglio, allungo l'orecchio (cosa che mi riesce piuttosto naturale. Allungo anche il naso, ma solo in casi di bugie importanti). Comunque li ascolto parlare, ma l'argomento non era inerente ai contenuti e agli stili di questo o quell'altro fumetto, ma parlavano di blog.
Parlavano dei blogger più famosi e dei loro nemici, degli scazzi e delle carognate del simpatico mondo delle nuvole parlanti. Mi sembrava di ascoltare un frammento di un programma pomeridiano farcito di tronisti e tronaiole. Poi, la ragazza salta su, inviperita, chiedendosi vivamente sconcertata perché gli autori in questione parlassero dei fatti propri, della loro vita e dei loro sentimenti, invece di parlare del loro lavoro, cose che lei, giovane rampante fcreativa, avrebbe trovato certamente più interessante. Avrebbe potuto carpire qualche trucchetto o consiglio, ancora più succoso perché dato gratis. Che le fregava di sapere se il fumettaro in questione si era lasciato con la tipa o se era in piena crisi creativa. Non gli fregava nulla. lei voleva la CONOSCENZA. Piccola vampira informatica, insensibile lamia disegnatrice. Che il dio dei fumettisti ti riservi una lunga, lunghissima, interminabile gavetta.
I blog degli autori che parlano solo di fumetto sono infinitamente tristi. Ma cosa credete, che noi, insignificanti troll del pennello si campi di sole vignette? Se l'autore non vive, le vignette restano senza anima.
Quasi quasi vi racconto della mia notte brava di ieri sera, con la pattuglia che mi ferma alle quattro del mattino. Se mi avessero fatto soffiare in un palloncino, oggi ci sarebbe un dirigibile in più su Firenze, con un fumettista e due carabinieri attaccati.
Magari vi racconto di quando ho visto, sui polsi di una ragazzina che conosco bene, i segni inequivocabili del filo di una lametta e della incontrollabile voglia che ho avuto di abbracciarla e magari gridarle in faccia che la morte deve trovarci vivi e incazzati, non morti e sconfitti.
Ne riparleremo.
Ma voglio fare contenta la tipa del treno, e sul blog di un fumettista, parlerò di fumetto.
Ho consegnato Diabolik. 120 pagine a matita, in 4 mesi, tempo in cui, per due volte la settimana, sono stato a lezione alla Comics, ho preparato un albo speciale de l'insonne day, ho seguito la vita tortuosa dei soggetti di Cornelio e ne ho supervisionato i disegni.
Ora sono libero.
Insomma.
Volevo terminare la raccolta di racconti per il primo libro dedicato a Desdemona ed edito Da Marco del Bucchia, un Editore e un amico, ma sono alle prese con l'epilogo della serie di Cornelio. Vogliamo farla bene e ci vorrà del tempo.
Vorrei anche disegnare una storia tutta mia, matite e chine e perchè no, storia. Ma non è facile, non saprei dove pubblicarla. Le storie brevi non hanno più spazio.
Ma di che cosa sto parlando? Sono in vacanza! Sì, sì! VACANZA!
...
No, non credo... conoscendomi non durerà a lungo.
Sabato 28 giugno si inaugura a Serravalle Pistoiese la nuova edizione di Serravalle Noir, manifestazione dedicata alla letteratura gialla in tutte le sue sfaccettature, che l’anno passato ospitò una fantastica edizione de L’Insonne Day.
Giovedì 26 verranno inaugurate due mostre dedicate a Zagor e a Dylan Dog, mentre sabato 28 potrete incontrare Marcello Mangiantini e Gallieno Ferri alle ore 18 e assistere alle ore 20 alle conferenze dedicate ai due storici personaggi della Sergio Bonelli Editore.
Personalmente presenzierò l'assegnazione del Premio Serravalle Noir 2008, dedicato ai fumetti in nero disegnati dai ragazzi del secondo anno della Scuola Internazionale di Comics. La premiazione si terrà alle 20 presso Oratorio della Vergine Assunta.
Ovviamente siete tutti invitati a partecipare. Sarà un'ottima scusa per sgraffignarmi uno schizzo.
No, non ho intenzione di raccontare del mio lavoro nella lingua parlata in Corsica, anche se potrebbe essere un'idea. Questo post, scritto alle 06:49 del mattino, svegliato da una insistente zanzara e da una strana insonnia, è per dire alle 60 persone che passano quasi giornalmente su queste pagine, che io ci sono ancora e che il caldo non mi ha terminato, anche se stamattina nel mio studio ci sono già 29 gradi. Da luglio sarò più presente su questo blog e vediamo se riuscirò a postare almeno un pezzo a settimana, però intanto vi racconto dello stato dell'arte. Diabolik è quasi finito. Sono a pagina 110 e vedo la luce all'orizzonte. Mercoledì e giovedì ho gli esami alla Scuola di Comics e non vedo l'ora. E' sempre un momento molto bello, almeno per me che faccio parte della commissione. Per la cronaca, ci sono delle ragazze del primo anno che sono stupefacenti. Grande regia, grande disegno, diciotto anni e hanno il fumetto nel sangue. Lettori, state tranquilli, ne vedrete delle belle. Sabato 28 c'è Serravalle Noir 2. Sarò nel ridente paesino pistoiese per una mostra e qualche incontro. Intanto Cornelio procede e il 2 luglio arriva in edicola "La reliquia del vampiro", secondo episodio della miniserie dedicata allo scrittore più bizzarro che conoscete. Sono sicuro che la storia vi piacerà, si tratta di un racconto alla Desdy, per intenderci. A proposito... A Lucca, per i tipi delle Edizioni Arcadia, verrà pubblicato "La tana del lupo", il terzultimo episodio di questa stagione. Presto conoscerete i dettagli. Il 2008-2009 sarà un anno importante per Desdemona, ho in mente un po' di novità, sito rinnovato, fumetti da scaricare gratuitamente e speriamo una maggiore presenza sugli scaffali delle fumetterie. Per l'edicola non è ancora il momento.
Intanto sto leggendo l'ultimo lavoro di Giorgio Faletti, "Pochi inutili nascondigli" (Baldini Castoldi Dalai Editore), dove il protagonista di uno dei racconti è un disegnatore. Non proprio un fumettista, ma comunque molto vicino al nostro mondo di innamorati delle nuvole parlanti.
Vi cito un brano di questo bel libro, un brano che mi ha fatto sorridere ma anche riflettere perché estremamente vero. Una donna che frequenta, convive, sposa, un disegnatore di fumetti è destinata spesso ad arrivare seconda dopo le strane creature fatte di carta e inchiostro che affollano la mente del suo uomo.
«Sì, è vero. Le cose stanno esattamente così, esattamente come hai detto tu, parola per parola. Mi sono presa i soldi e tutto il resto. E sono pochi, per quello che mi riguarda, sono pochi per ripagarmi degli anni che ho dedicato a Marco, a fargli da madre, da moglie, da amica, per tutte le volte che sono stata il suo contatto con questo mondo. Gli anni passati a metter la testa in una stanza e vedere sempre e solo una schiena curva su un tavolo da disegno, con occhi che ti guardano a volte senza vederti perché in quel momento sono fissi in un mondo di pupazzi fatti di fumo.»
Qualche giorno fa sono stato intervistato da Laura Antonini di Radio Deejay a proposito di Cornelio. Se volete ascoltare l'intervista, questo è il posto giusto.
Ringrazio la dolcissima Laura e Radio Deejay per lo spazio e l'attenzione che hanno sempre nei miei riguardi.
Benedetti ragazzi.
Me ne stavo qui tranquillo ad impazzire dietro Diabolik, Cornelio, Insonne e Scuola di Comics, e un'anima perfida (Fabiano Ambu), mi ha coinvolto in questa viziosa “catena”.
La prima reazione è stata: “te la do io la catena, Ambu...” poi mi sono reso conto farvi vedere dove lavoro è un modo in più per conoscersi.
Ma andiamo per ordine.
La catena consiste nel fotografare il proprio studio e metterlo on line, per poi “incatenare” altri colleghi fino ad esaurimento scorte. Visto che i fumettari sono un numero tendente all'infinito, credo che andremo avanti con questa cosa a lungo. Allora, alziamo il sipario.
Questa è la libreria alle mie spalle. Prima o poi mi cadrà addosso.
Ecco il prode tavolo da disegno. Due lampade e una lente. Qualcosa mi dice che sto invecchiando e non ci vedo più come una volta.
L'effetto tramonto è per non farvi vedere la polvere :)
Questa è la postazione per i lavori di grafica. La riconoscete la signorina che mi assilla?
Questa è la postazione internet. Da notare lo stato del mio PC. Come dite? Ho tanti computer? Sì, mi piace coltivare il mio "campo magnetico".
E dedichiamo l'ultima foto ad un mio amico alieno che dorme sulla scheda madre. C'è chi ha i criceti, chi i marziani.
Domenica si parte, destinazione Manziana, dalle parti (più o meno) di Roma.
Il motivo? La terza edizione de “L’Insonne day” sarà ospite di “Manziana Comics”.
Insieme a Fabiano Ambu e Massimiliano Guadagni, incontreremo i lettori per una sessione di chiacchiere e disegni dalle 16 di domenica 15 giugno presso lo stand delle Edizioni Arcadia.
Per festeggiare L’Insonne Day, è stato realizzato un albo speciale a fumetti contenente una nuova avventura dei Desdemona, la DJ nottambula di Radio Strega. La storia si intitola “Presenze”, e come da tradizione, è ambientata proprio nel paese che ospita la manifestazione. Sceneggiata da Francesca Da Sacco e disegnata da Sergio Gerasi, la storia (impreziosita dalla copertina di Marco Checchetto), vedrà Desdemona misurarsi con una misteriosa presenza che si aggira nel bosco di Manziana, dove qualcuno giura di essere stato assalito da un orribile “Chupacabra”.
Oggi, 27 maggio 2008, è l'anniversario dell'attentato di via dei Georgofili.
Per ricordare quella data, pubblico un racconto che ho scritto qualche mese fa e che in una forma diversa verrà inserito in una raccolta di storie narrate da Desdemona. Il racconto si chiude con un brano di una poesia che la piccola Nadia scrisse sul suo diario poco prima della tragedia.
Buona lettura.
L’ultimo tramonto
Firenze, ore 00:59
Sei ancora sveglia, piccolina?
È tardi per una bambina di nove anni, o forse è terribilmente presto. Troppo presto.
Domani, come tutte le altre mattine, c’è la scuola e ti devi svegliare alle sette. Li hai fatti i compiti? Brava. È importante studiare, sai? Dormi (tolta la virgola) passerotto, rifugiati nei tuoi sogni di bambina, perché domani non sarà un giorno come gli altri.
Io lo so, lo sento.
Di brutte storie nella mia esistenza ne ho viste tante, sono vecchia. Quello che ho annusato stanotte nell’aria, tuttavia, non mi piace per nulla.
A Firenze, il maggio è profumato, nell’aria si sente una fragranza di fiori che non riesco a riconoscere. Mi piace immaginare che arrivi dalla Primavera e dal suo Giardino delle Esperidi, dipinto dal maestro Botticelli. Non lo hai mai visto, eh? Sei troppo piccola. Ma presto la maestra ti porterà agli Uffizi e lì resterai affascinata da tutte quelle opere d’arte.
Firenze, ore 01:00
A volte sbircio tra i tuoi sogni o forse, senza rendermene conto, sbircio in uno degli innumerevoli futuri che ti attendono. Ti vedo studiare e ballare nel piccolo teatro della parrocchia, ti vedo andare al liceo e per pudore mi volto da un’altra parte mentre baci il tuo primo fidanzatino. Sbircio ancora un po’ e ti ammiro laurearti a pieni voti. Vedo la tua famiglia orgogliosa di te, e poi leggo la tristezza nei tuoi occhi perché il ragazzo di cui sei innamorata ti ha presa in giro. Non preoccuparti piccolina, ti sembrerà di non poter andare avanti, crederai di morire di dolore, ma sarà solo una lezione di vita. Perché la vita è una maestra severa. Troppo severa. Poi vedo una nuova luce che si accende, e ti guardo crescere una bambina come sei tu adesso, ti vedo regalarle l’affetto che hai ricevuto dai tuoi genitori: un eterno passaggio d’amore. Finalmente ti vedo felice piccola mia. Una donna raggiante.
Ma so che si tratta solo di un maledetto sogno.
Firenze, ore 01:01
Il male che c’è nell’aria puzza.
Puzza di odio per la gente, puzza di sopraffazione e di violenza. Il male corrompe lo spirito e cerca di mangiarsi le anime di quelli che non sono come lui.
Di male, in queste stradine del centro di Firenze, ne ho sentito tanto. Litri di sangue versato per saziare i demoni che vivono nella pancia dell’uomo. Demoni orrendi, spiriti che indossano un corpo umano e che per i propri interessi non esitano a falciare la vita di chi attraversa, anche inconsapevolmente, la loro strada. Uomini dal cuore di demone che se ne stanno a centinaia di chilometri di distanza e che questa notte hanno deciso di squarciare il mio petto.
Non ho paura di morire, perché per certi versi non sono mai nata, ma per la prima volta nella mia esistenza mi sono sentita madre. Vorrei esserlo fino in fondo, perché una madre non esita a dare la vita per i propri figli. Perché lo fa? Lo fa è basta. Lo fa perché è giusto.
Vorrei proteggerti, piccolina, e ce la metterò tutta.
Se li avessi vorrei chiudere gli occhi e stringere i denti. Farmi più forte che mai e resistere all’urto. Vorrei essere uno scudo inattaccabile che protegge il tuo sonno e la tua vita., ma so che non ci riuscirò. So anche che il mio grido si sentirà in tutta Firenze. In tutto il mondo.
Non lontano da qui, ci sono dei ragazzi seduti sulle scale di una chiesa. Per loro sarà una notte indimenticabile, una notte d’estate da segnare sul calendario con un pennarello rosso sangue. Una notte d’amore e di morte.
Firenze, ore 01:02
Hai chiuso gli occhi, bambina mia.
Non ti accorgerai di nulla, dicono che sia la fine più bella: si passa dal sonno alla morte e non ci si accorge di niente. Dal sogno all’oblio in un attimo eterno.
Sul comodino tieni il diario dove raccogli le tue fantasie. Un diario dalla copertina azzurra come il cielo che hai disegnato tante volte. Anche tu hai sentito nell’aria qualcosa di strano, vero? I bambini sono più sensibili dei grandi, lo so, l’ho imparato in tutti questi secoli. I cuccioli d’uomo percepiscono la realtà alternativa che ci circonda, e vedono al di là della soglia, dove tutto è scritto e dove quello che sarà è già stato. Piccola mia, hai visto per un attimo cosa succederà questa notte? Io prego il vostro dio che non sia vero, che ti abbia lasciata inconsapevole di ciò che ti aspetta. Che la paura non abbia attraversato il tuo cuore di bambina e che questo schifoso mondo non abbia infettato i tuoi sogni.
Loro, quella gente, potranno prendersi il tuo corpo, ma non il tuo cuore, quello lo difenderò io e quando tutto sarà finito farò in modo che nessuno scordi mai più ciò che sta per succedere.
Firenze, ore 01:03
È ora, piccina.
Il tuo respiro è calmo e profumi di buono.
Sul tuo lenzuolo c’è dipinta una luna in un cielo stellato. Tra poco, quando le nuvole di fumo si saranno diradate, dallo squarcio sul mio petto entrerà un raggio di luna. Sali su quel raggio e guadagna le stelle, diventa una di loro, la più lucente: la stella di una bambina alla quale è stato impedito di crescere.
Firenze, ore 01:04
Il boato è più grande di quanto mi aspettassi.
Il fiorino bianco parcheggiato davanti a me si è trasformato in una palla di luce e fuoco. Ho sentito il mio petto aprirsi, ed è stato come essere violata. Non ho sentito male, ma dolore per le persone che sono dentro di me. Le mie schegge li hanno colpiti, le pietre di cui sono fatta li hanno uccisi. Mi sono trasformata da baluardo ad assassina.
Piango, ma non è colpa mia.
Un ragazzo, ridotto ad una torcia umana si contorce per strada. Vorrei aiutarlo, ma posso solo invocare vendetta e giustizia per i suoi carnefici, voglio che le fiamme che lo avvolgono, brucino i corpi dei suoi assassini in eterno.
La mia bambina e i suoi genitori non ci sono più. È stato come un parto, un parto doloroso: il mio corpo si è aperto e loro sono volati via.
Mi sento inutile: non sono riuscita a proteggerti, passerotto. E mi odio per questo. Vorrei crollare ed esserti tomba per l’eternità. Abbracciare il tuo piccolo corpo e lasciarlo dormire per sempre. Invece no, io non avrò pace, mi ricostruiranno e vivrò altri mille anni, perché sono una madre di pietra, un utero inaccessibile, una tana, un rifugio.
Il frastuono dell’esplosione è passato, ora il silenzio è interrotto solo dalle sirene della polizia e dalle loro luci azzurre. Spettri alieni e irreali in questa stretta e buia Via De’ Georgofili.
Mi chiamano Torre dei Pucci, e sono solo una casa in questa notte di morte. La notte in cui mi hanno portato via la mia bambina e la sua famiglia.
Il tramonto
Il pomeriggio se ne va
Il tramonto si avvicina
un momento stupendo
Il sole sta andando via (a letto)
E' già sera tutto è finito
Una notizia ANSA di qualche giorno fa, mi ha seriamente inquietato:
“Il futuro incerto, le difficoltà economiche, la mancanza di un lavoro stabile possono far aumentare il rischio di impotenza negli uomini.”
“Per i piu' giovani - spiega il Prof, Carini - le difficolta' economiche e lavorative sono fonte di ansia e stress, e possono avere serie ripercussioni sulla vita sessuale'.
Immagino questo problema nell'ottica del mondo del fumetto con effetti devastanti. Pochi posti disponibili, pubblicazioni mal pagate, ansie da prestazione fumettistica.
Il pennello per un fumettaro è importante. Non ci si scherza su.
E allora, come surrogato sessuale, giù a sfogarsi sui forum.
Da domani guarderò con occhio diverso e compassionevole i giovani disegnatori e gli sceneggiatori esordienti che incontrerò per la mia strada.
Io voglio piacere a tutti.
E' un mio difetto. Credo di essere quello che si dice “personalità seduttiva”, nel senso che cerco ossessivamente il consenso di amici, colleghi ed estranei, forse a causa di una malcelata insicurezza cronica. Lo facevo anche con le donne, anzi, forse lo faccio anche oggi, pur avendo una compagna da una vita.
Voglio piacere a tutti, e quindi anche ai lettori dei miei fumetti, siano lettori occasionali che i critici.
I lettori occasionali esprimono il loro gradimento comprando il numero successivo della pubblicazione che mi ospita, mentre i critici, a loro volta si dividono in tre gruppi. Il primo gruppo scrive sui forum. I commenti possono essere distratti o attenti, interessati o annoiati, entusiasti o indifferenti. Altri scrivono sui propri blog, dove rendono pubblico il proprio diario pieno di pensieri, armati di una forma di timido esibizionismo. Altri, con maggiore esperienza, spesso aspiranti sceneggiatori, scrivono su siti di critica. Sono commenti strettamente soggettivi ma che comunque fanno opinione. Una opinione condivisibile o meno, ma che, se viene fatta da uno sceneggiatore in erba, agli occhi di certi deprecabili dietrologisti, potrebbe lasciare in bocca un lieve retrogusto di conflitto d'interessi. Ovviamente non faccio riferimento a nessuno in particolare. Non entrerò nel merito, e mai farò polemica (se ti provi a copiare un pezzo di questo testo e incollarlo sul tuo blog a 'sto giro ti taglio le gomme della macchina ;P), ma mi fa male al cuore sentirmi rimproverare di aver scritto una storia senz'anima. Io, che l'anima la inseguo da sempre, l'ho cercata ovunque, in tutto quello che vedo, sento e tocco. Io, che la prima cosa che dico ai miei studenti della Scuola di Comics è che devono raccontare storie con l'anima. Posso aver commesso degli errori o essere stato costretto a commetterne, certo, ma non ditemi che scrivo cose senza cuore o peggio, per denaro. Io un lavoro ce l'ho e scrivo solo per passione. Qualcuno diceva che non tutti gli uomini hanno anima, e quelli che sono anima riconoscono immediatamente i loro simili. Se non vedete l'anima negli altri, allora forse...
A parte le digressioni esoteriche (eh, mi dovete prendere così), ringrazio con il cuore tutti coloro che hanno acquistato, commentato, scritto e parlato di Cornelio. Anche quelli a cui non è piaciuto ma che, per fortuna, non sono così tanti. Spero che nei prossimi episodi, tra le ruvide pagine di questo fumetto old style, troviate un po' della mia vecchia, stanca e logora anima. Ce ne sarà un pezzo anche per voi ;)
Peace and love.
“Mi batterò fino alla morte per permetterti di esprimere la tua opinione, anche se in cuor mio credo che tu abbia detto diverse bischerate.”
Tratto dall'incunabolo postumo e inedito di Gurodibe Leccameosalàm
Lavori in corso.
Di corsa per lavorare.
Troppe cose da fare, troppi input, troppe emozioni.
Ieri, distrutto dalla fatica, mi sono addormentato in treno. Avevo un albo di Diabolik in mano, ho chiuso gli occhi e le palpebre si sono serrate per un tempo interminabile.
Non riuscivo a svegliarmi.
Mi capita spesso ultimamente.
Quando la volontà ha sconfitto Morfeo, era già troppo tardi, avevo saltato la fermata e stavo arrivando ad Arezzo.
Va beh, due ore della mia vita buttate via, pace, ne ho sprecate tante.
Vorrei scrivere qualcosa per questo blog, ma le mani sono sempre impegnate in qualcos'altro. Il cervello no. Quello crea continuamente, va a finire che grippa.
Avete anche voi l'impressione che il tempo scorra più velocemente?
Sarà legato all'aumento della vibrazione terrestre o alla mia vecchiaia?
Intanto Cornelio è uscito e sta andando bene.
In questo momento lo stanno presentando a Torino e domani vado a San Galgano con gli amici.
Se tiro fuori la spada dalla roccia poi ve lo racconto.